Riparazione Samsung Roma - Il primo teaser del nuovo Galaxy S9 non lascia spazio a dubbi: lo strillo è “Camera reimaged” e il riferimento è al nuovo modulo fotografico che dovrebbe, per la prima volta, utilizzare un ottica stabilizzata dotata di diaframma variabile. Per la precisione, se diamo per buona la scatola di vendita apparsa sul web nelle scorse settimane, dovrebbe trattarsi di un modulo da 12 megapixel dual pixel di nuova generazione accoppiato ad un obiettivo stabilizzato con diaframma a due modalità, f/1.5 e f/2.4.

Più che di diaframma variabile si potrebbe dire diaframma a doppia apertura, un piccolo cambio che rappresenta però una svolta enorme nel mondo della fotografia per smartphone che ha sempre avuto un diaframma di tipo fisso più aperto possibile.

Riparazione Samsung Roma - Il lavoro del diaframma nella fotografia è simile al lavoro dell’iride nell’occhio umano: aprendosi e chiudendosi definisce la quantità di luce che colpisce il sensore. Sul diaframma si potrebbe fare un trattato, ma volendo essere brevi, coincisi e chiari, si può dire che l’apertura del diaframma incide su quella che è la profondità di campo.

Riparazione Samsung Roma - Una diaframma molto chiuso fa passare solo i raggi perpendicolari e il risultato è una immagine molto nitida con una profondità di campo molto elevata, quindi con tutta la scena a fuoco, primo piano e sfondo.

Un diaframma molto aperto fa passare tantissima luce, e il risultato è una foto dove solo il soggetto a fuoco è nitido. Si parla in questo caso di profondità di campo ridotta, e il risultato visibile è quel bellissimo effetto sfuocato di molti ritratti che i produttori di smartphone hanno cercato di ricreare usando due fotocamere.

Tanta luce contro poca luce, e sappiamo che la luce è fondamentale per ottenere una buona fotografia: i produttori di smartphone hanno quindi scelto di usare il diaframma fisso più aperto possibile per cercare di convogliare più luce possibile verso sensori che, seppur evoluti, restano comunque grossi quanto un unghia.

Riparazione Samsung Roma - Questa precisazione dovrebbe spingere ad una domanda abbastanza ovvia: se gli smartphone hanno tutti diaframmi fissi molto aperti, f/1.8, f/2, f/1.6, per quale motivo servono due fotocamere e degli algoritmi per creare un perfetto sfuocato?

In realtà il solo numero dice poco: l’effetto di un diaframma f/1.8 su un sensore piccolo come quello di uno smartphone è diverso da quello che si ottiene con la stessa apertura su un sensore grande. Il nuovo obiettivo che Samsung utilizzerà sul Galaxy S9, che avrà una apertura massima di f/1.5 (il più luminoso nella sua categoria) è equivalente circa ad un diaframma f/9 su un sensore full frame. Ecco spiegato perché, nonostante i numeri facciano pensare ad un diaframma aperto, servono due fotocamere e degli algoritmi per ottenere lo sfuocato: in realtà la focale equivalente è ben diversa.

Vedendo tutto sotto questa luce ci si può chiedere a cosa serva allora su uno smartphone un diaframma variabile: già alla massima apertura la profondità di campo non è così ridotta e la variazione sarebbe talmente bassa che difficilmente, su un display piccolo, si riuscirebbe ad apprezzare la differenza di nitidezza sul secondo piano. Chiudendo il diaframma, inoltre, meno luce colpisce il sensore e questo vuol dire più rumore e necessità di scattare a ISO più alti.

La vignettatura che colpisce le lenti molto aperte sui sensori di grandi dimensioni

Riparazione Samsung Roma - In campo fotografico esistono una serie di vantaggi quando si scatta ad una apertura ridotta: l’immagine gode di una maggiore nitidezza, si elimina l’effetto “vignetta”, si riducono lens flare e aberrazioni grazie allo sfruttamento della zona centrale della lente e, con diaframmi molto chiusi, si può sfruttare la forma delle lamelle per creare un effetto “stella” attorno alle fonti di luce. Tutti vantaggi che però, se portati su uno smartphone, non sarebbero così evidenti.

L'effetto stella si ottiene solo con diaframmi molto chiusi

Riparazione Samsung Roma - A cosa può servire quindi un obiettivo a diaframma variabile su uno smartphone?

Samsung ha inserito sul Galaxy S9 un sensore molto grande insieme a quello che è l’obiettivo più luminoso mai usato su uno smartphone così sottile, f/1.5. Questa scelta sicuramente aiuterà in condizioni di luce difficili, ma potrebbe introdurre una leggera vignettatura e un calo di nitidezza negli scatti in condizioni di luce standard. Oggi la maggior parte delle foto con uno smartphone sono fatte di giorno, e in questo caso il Galaxy S9 potrebbe guadagnare qualcosa scattando con il diaframma leggermente più chiuso. Samsung probabilmente sceglierà automaticamente l’apertura migliore da usare a seconda delle condizioni di luminosità, lasciando la selezione all’utente solo nel caso di scatto manuale.

Qui la presenza di una doppia apertura potrebbe rivelarsi utile in alcune situazioni che oggi non sono in alcun modo gestibili. Chi ha provato a mettere uno smartphone sul cavalletto per scattare la foto ad una cascata cercando di cogliere il movimento dell’acqua si sarà trovato di fronte ad un problema: alzando il tempo di posa, operazione possibile con tutti gli smartphone in manuale, la scena risulta eccessivamente sovraesposta e non c’è modo per intervenire perché la sensibilità è già al minimo e il diaframma non si può chiudere.

Riparazione Samsung Roma - Oggi è impossibile scattare una foto simile con lo smartphone. Alcuni modelli scattano tante immagini con tempi ridottissimi e le sommano per ottenere un effetto analogo.

Il Galaxy S9 con obiettivo a diaframma variabile in questa situazione potrebbe dare un piccolo aiuto, anche se si dovrà valutare sul campo se un diaframma f/2.4 riesce a tagliare la giusta quantità di luce per ottenere una esposizione corretta su una foto con 2 o 3 secondi di posa. Sicuramente no.

Quelle del Galaxy S8 e del Note 8 erano senza dubbio le migliori fotocamere mai adottate su uno smartphone, nei limiti ovviamente della compattezza. Passando da f/1.7 a f/1.5 Samsung ha spinto il gruppo ottimo al massimo guadagnando un po’ di luce in più per il sensore in condizioni difficili. Un diaframma così aperto avrebbe però creato qualche problema di troppo in condizioni di luce normali, ed è questo il motivo che ha spinto probabilmente Samsung a inserire una doppia apertura, da usare a seconda delle situazioni.

Una motivazione logica su questa scelta c’è, e sicuramente Samsung farà in modo che la scelta del diaframma sarà totalmente automatica e invisibile per l’utente che continuerà a scattare foto come ha sempre fatto.

Non è un qualcosa di “rivoluzionario” che cambierà il modo di fare le foto con lo smartphone, ma è un piccolo passo per migliorare quelle minuscole fotocamere che già oggi riescono a fare, per le dimensioni che hanno, veri e propri miracoli.

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